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gestionale-vs-erp

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ERP vs Gestionale

ERP e Gestionale sono due termini utilizzati spesso per indicare il sistema informativo di un attività. Ma sono due strumenti software diversi tra di loro.

Per sintetizzare subito il concetto potremmo dire che:
ERP è quel sistema che coinvolge tutte le funzioni ed accentra i dati utilizzati da un’azienda, da approvvigionamento alla vendita, passando per la produzione, utilizzo di risorse e la gestione delle commesse
Gestionale è quel sistema che permette di svolgere le operazioni fondamentali, sostanzialmente documentali, di un’impresa, anche in modo non integrato.

Spesso si parla anche di gestionali “verticalizzati”: sono strumenti dedicati ad un determinato settore o applicazione. Ci sono ad esempio gestionali verticalizzati per il settore “scarpe” o il settore “ortofrutta”. Questi gestionali spesso nascono dall’esperienza di software house nel determinato settore e nell’accumunare le problematiche note nel settore per poi divulgarle a tutte le aziende che si occupano di quello.
Una soluzione software “general purpose” è invece un software che risolve le esigenze più comuni a tutti i settori industriali, di produzione, commercio eccetera. Ad esempio le aziende di tutti i tipi hanno bisogno di fare le fatture e queste, a meno di qualche personalizzazione, sono riconducibili tutte ad un modello standard. Molte piccole realtà che non hanno bisogno di personalizzazioni spinte, possono adottare soluzioni software per tenere la propria micro contabilità di fatture inviate e ricevute con strumenti a scopo generale e a basso costo.
Questa distinzione non centra un gran che con il titolo iniziale, ma è doveroso, imho, dal momento che spesso ci si trova in imbarazzo nella scelta del software più adatto e si rischia di confondere gestionali con erp sulla base di quanto si adattano al mio specifico settore, ma non è così!
In questa macro distinzione tra verticalizzati e generalizzati, abbiamo una suddivisione che è praticamente trasversale: gestionali e erp. Entrambi hanno in sé le funzioni base di creazione documenti di ciclo attivo e passivo, contabilità e magazzino (questo non in tutti!). L’ERP è genericamente riconosciuto come un sistema aperto ad essere portato in tutti i rami aziendali e noto per integrare e collegare tutta la documentazione e i processi aziendali. Un gestionale, invece, viene inteso come software dedicato ad alcune funzioni di gestione.
La parola chiave che distingue un ERP da un Gestionale è il “processo”. Un software ERP viene costruito ed adattato per seguire il processo aziendale, il flusso di informazione e supporta tutti gli uffici nel proprio lavoro seguendo determinate logiche di flusso. Il Gestionale, se vogliamo, è più easy, fornisce accesso ad un insieme di funzionalità per espletare tutta la documentazione aziendale, ma non segue un processo, un flusso di lavoro, si ferma alla consuntivazione delle attività, arriva nella fase finale del lavoro di ufficio per compilare la documentazione necessaria.
Lo so, molti sono i testi in internet che dettagliano differenze tra un approccio e l’altro, e qui abbiamo semplificato molto. Spingiamoci oltre e cerchiamo di capire con un esempio pratico:
un ERP sulla base degli ordini di produzione e sulla schedulazione delle consegne degli ordini cliente, si impegna a fornire indicazioni di approvvigionamento e di schedulazione delle risorse. Un Gestionale, invece, si ferma alla sola raccolta dei dati di produzione (carico magazzino) e dell’inserimento degli ordini di acquisto per riapprovvigionare. Infine collega i documenti e compie tutti i calcoli per consuntivare e fatturare.
Estremizzando il concetto, il gestionale è lo strumento (verticalizzato o generalizzato) che ci permette di creare i documenti necessari all’attività aziendale. L’ERP oltre a quanto fa il gestionale, integra funzioni di controllo e collegamento di un insieme più vasto di informazioni, ma soprattutto segue il flusso di informazioni aziendali e si preoccupa di avvisare le diverse funzioni di attività da compiere. Spesso compie parzialmente tali attività, predisponendo documenti e movimenti per l’operatore.

Open Source Intro

Open Source Intro

Logo Open Source

Open Source

Spesso sconosciuto, molto spesso scambiato come software gratis, Open Source è l’indicazione che un elaborato, molto spesso un software, ma anche un hardware, ha i sorgenti aperti.

Ogni programma, applicazione o app per i vostri dispositivi mobili, è stato “costruito” grazie ad un linguaggio di programmazione. Ce ne sono diversi, ma tutti vengono tradotti in sequenze di UNO e ZERO, il linguaggio binario comprensibile ad un elaboratore.

Ovviamente è difficile per un uomo leggere il linguaggio binario ed intervenire su quello per modificare il comportamento del programma. lo è molto meno imparare un linguaggio di programmazione e gestire una applicazione scritta da altri! Gli elaborati scritti nel linguaggio di programmazione sono noti con il nome di “sorgente” del programma. Da qui Open Source (sorgente aperti) significa che il sorgente è aperto a tutti, disponibile alla lettura!

Spesso si ritiene che Open Source sia sinonimo di “gratuito”. In realtà vi sono molte licenze che regolamentano l’utilizzo di programmi realizzati in modo Open Source.

La maggior parte di queste licenze, intese come diritti dell’autore sul software scritto, permettono l’utilizzo del software in modo gratuito, ma ne vietano la commercializzazione o stabiliscono degli importi (spesso su base percentuale) da riconoscere all’autore in caso di commercializzazione.

Un po’ come dire “hey, amico, puoi usare ciò che ho scritto io, ma se ci guadagni, riconoscimi qualcosa” … pare onesto, no?

Non mi dilungo oltre sul concetto di licenza, rimandandovi all’articolo dedicato alle licenze open source.

Tornando al nostro discorso sul software Open Source, quindi, potremmo dire che è un modo di rilasciare software un po’ particolare: non ci viene richiesto un pagamento per scaricarlo, non ci viene richiesto un canone per l’utilizzo … ma quindi come ci si guadagna a fare software open source? Da qualche parte c’è la fregatura?

La risposta alle domande ha un quid di filosofico … se una azienda, un gruppo o un solo programmatore inizia un progetto software interessante, rendendolo open source, può invitare altri a contribuire allo sviluppo, migliorare il prodotto e ampliarne le funzionalità. Il risultato sarà quindi una collaborazione tra persone che consapevolmente scrivono software aperto ad altri. Affinchè questa collaborazione, spesso a distanza, sia profittevole, deve sottostare a determinate regole di sviluppo e standard qualitativi. Questo apporta al software Open Source diverse peculiarità:

  1. sarà un software provato e testato per diverse tipologie di esigenze (afferenti allo scopo del prodotto in sé)
  2. sarà coordinato secondo determinati standard di sviluppo (le regole per una opportuna collaborazione)
  3. sarà gestito con standard qualitativi elevati (ogni sviluppatore sa di essere sotto osservazione di altri professionisti e darà il meglio di sé)
  4. sarà sviluppato da professionisti che hanno tutto l’interesse di provare tecnologie efficaci, efficienti ed all’avanguardia tecnologica.

Quindi, scusa, alla fine … vuoi dirmi che il software Open Source è il migliore al mondo, perfino dei software più blasonati?

A questa domanda non è semplice rispondere, poichè va considerato di volta in volta il paragone con il software specifico … Di sicuro c’è che chi si dota di un software Open Source non avrà problemi di nessun tipo a farsi fare delle modifiche o a ottimizzare le procedure del software come vuole, non dovendo sottostare alle scelte strategiche di business di chi ti vende il software!

In ultima analisi, vi invito a considerare sempre una alternativa al commerciale, un po’ come fate dal farmacista, quando valutate un farmaco generico al posto di uno a marchio: spesso sotto il software blasonato si nasconde un derivato dall’Open Source!